sabato 10 maggio 2008

ROMA KAPUT MUNDI

Concerto dei dEUS superato. Un buon 6 e mezzo, in pieno accordo con Ercolino e il Berga. Sanno trasmettere una gran sicurezza e sensazione di "padronanza del mezzo". Old School, tanto per intenderci. E se la stragrande maggioranza del set non è niente di memorabile seppur decisamente piacevole (vedi Instant Street...), la conclusione riserva le emozioni migliori. Al grido di "Suds and Soda, e poi tutti a casa!!!" (realmente esclamato da un pelato a centro platea...), dal palco come risposta arriva la canzone che ti aspetti, tirata al massimo, con interruzione, saluti e ripresa in grande stile. Cantata a più non posso. Beh... che classe.

Cambiando discorso, vorrei fare una riflessione. Purtoppo in questi giorni non ho potuto seguire come avrei voluto la polemica riguardante la Festa del cinema di Roma e la sua eventuale chiusura da parte del benemerito sindaco romano Alemanno. Bene o male però mi sono fatto un'idea di massima. Mi sembra di capire che, con la scusa di cercare di favorire il cinema di casa nostra (cosa che ritengo decisamente positiva e di assoluta necessità), si stia cercando di intraprendere quella strada protezionista che già i fascisti, nel lontano 1932, imposero come retta via alla mostra del cinema di Venezia. Alemanno, per quanti sforzi si vogliano fare, non è Veltroni. E di Veltroni si può dire tanto, ma non che non sia un amante del cinema e un uomo di cultura. La festa del cinema di Roma è nata con lo scopo di proporre un'alternativa a Venezia, spesso astrusa dal mondo cinematografico contemporaneo perchè occupata a vedere il bello e il sublime in chissà quale pellicola indistribuibilmente intellettualoide. Juno è stato premiato a Roma, a Venezia due anni fa Still Life e quest'anno Lust, Caution. Into the Wild è arrivato a Roma. Intendiamoci, non ho nulla contro il film "impegnato", ma è anche vero che i festival sono una vetrina importante per il cinema in generale. Come la combattiamo la crisi del pubblico? a colpi di Still Life? Roma dunque è partita sotto la bufera della competizione, tempesta ancora oggi non placata. A che punto siamo arrivati però? Johnatan Demme (mica pizza e fichi...) è intervenuto in prima persona, come stanno facendo tanti altri per cercare di far capire che se il problema del cinema italiano è la notorietà e la distribuzione all'estero, allora una soluzione conviene trovarla nelle relazioni internazionali, nel cambiamento di un sistema parentale che favorisce solo una certa categoria di film e sulla scarsa visibilità del cinema di casa nostra. In nessun modo, chiudere la festa del cinema di Roma gioverebbe all'industria cinematografica. Lo stesso Demme si è proposto per cercare di "dare una mano" al nostro povero cinema. Dalla Repubblica invece scopro che esiste una vera e propria "lista nera" di celebrità che il neo eletto sindaco non vuole nella capitale (su tutte George Clonney, quel comunista che ha supportato Veltroni e Obama e ha diretto Good Night and Good Luck) e che la festa potrebbe essere apparentata ai David, una tra le cerimonie più vergognose del pianeta. Si vorrebbe addirittura sostituire l'attuale presidente Bettini in scadenza nel 2011 per mettere sulla poltrona "uno fidato". Facciamo un pò come cazzo ci pare no? Times, Hollywood Reporter, Variety lanciano allarmi e appelli nel tentativo di salvare il salvabile. Bella figura di mmmerda. Mi sembra evidente allora che, per quanto si propugni il cambiamento, l'aria che tira è di ristagno, per non dire regressione. Si parla di cinema italiano da valorizzare quando sappiamo tutti che la sola cosa di cui ha bisogno il "cinema nostro" è una ventata di novità che lo sleghi dall'eredità neorealista e melodrammatica. Basta fare film-fiction, basta famiglie in crisi e disagio. Non siamo capaci di produrre un film fuori dal canone da non so quanti anni. L'unico che ci prova ogni tanto è Darione Argento e se permettete, delle sue ultime opere ne avrei fatto volentieri a meno. Si parla tanto di Fellini e compagnia bella, senza però lasciarsi sfiorare dall'idea che probabilmente i maestri del cinema italiano sarebbero stati i primi, potendo, a sperimentare e cambiare genere. Perchè, almeno credo, ci serve un cambio di genere, una ventata di propositività e fantasia. Per Dio abbiamo insegnato a fare film a tutto il mondo e adesso siamo i primi a piangerci addosso? Non mi sembra il caso quindi di parlare di chiusura e oscuramento della festa del cinema di Roma. Perchè bene o male è stata una bella novità, perchè la concorrenza fa bene (mi sembra che a Venezia arrivino i Coen quest'anno o mi sbaglio?) e perchè rintanarsi nella propria placenta non ha mai giovato a nessuno. Invidiamo il Sundance, Tribeca, Berlino e Cannes. Quand'è che invidieranno noi? Bene o male sono coinvolto in prima persona nel sistema cinematografico italiano come studente di cinema, come giornalista cinematografico, come persona che vorrebbe e tenta di fare cinema, come amante sfegatato di questo mondo. Chi vuole dire la sua qui è libero di farlo.

Ecco allora cascare a fagiuolo il mio commento spassionato su SPEED RACER, l'ultimo nato in casa Wachowsky. Sinceramente non credo nemmeno di poterlo classificare come film. Un vero è proprio delirio colorato, adattamento di una celebre serie animata giapponese degli anni sessanta. Due ore e venti di delirio digitale 2d su cui si innestano gli attori in carne ed ossa. Poca trama, sbrodolamento visivo totale e dialoghi fuori di testa (stiamo parlando dei simpaticoni che hanno diretto Matrix e quindi scritto il celebre monologo dell'architetto...). Un mix letale. La cosa che infastidisce di più è che è coerentemente delirico: è da pazzi furiosi, ma almeno è completamente da pazzi furiosi dall'inizio alla fine. E in più la regia, che Dio mi perdoni, non è nemmeno male: il finale regge davvero bene e centra in pieno il target famiglia happy end. Bravo e sprecatissimo Emil Hirsch. Trovo veramente faticoso dare un giudizio al suicidio cinematografico dei fratellini Wachowsky. In ogni caso è molto basso.
Finisco con la canzone del giorno che, in onore dei dEUS, non può che essere appunto SUDS AND SODA, track uno dell'album d'esordio della band belga, a mio parere uno degli inizi più folgoranti della storia della musica. WORTS CASE SCENARIO. Irripetibile.






A presto.

MARCo

mercoledì 7 maggio 2008

REVERSE

Ho passeggiato per la città completamente vuota prima di rientrare a casa stasera. Mi piace particolarmente, è una bella sensazione. Per un tratto di strada ho addirittura camminato su dei fiori, caduti da chissà quale mazzo. E' stato come camminare su un tappeto rosso, ingresso trionfale per un ipotetico evento regale di cui stranamente mi sento parte. Probabilmente tornare a scrivere dopo un pò di tempo può essere considerato un grande ritorno. Ecco allora la mia opinione su quello che mi è successo. Come sempre non può che essere di parte. Ieri sera ho testato i Magazzini Generali di Milano che, fortuna vuole, sono esattamente dietro casa della mia Anna. Concerto dei Battles con il fidato Tiziano e il neo eletto uomo triade Francesco. Triade che se Dio vuole forse godrà del Southside. Concerto strano invece quello dei Battles, iniziato bene e terminato malaccio. Sarà che mi aspettavo qualcosa di più, sarà che non sopporto quelli che saltano anche quando non c'è niente per cui saltare... non mi ha per niente convinto. Nel frattempo sono state pubblicate le recensioni del concerto degli Isis e dell'ultima fatica dei Portishead. Su quest'ultima, rimandandovi comunque alla rece, vorrei spendere due parole. Ritengo i Portishead un gran gruppo, tale da aver segnato incontestabilmente la musica già da qualche anno. Risentire questo tipo di sound mi ha riportato indietro nel tempo, sensazione più che piacevole. Ecco allora il primo pezzo di oggi. THE RIP. Nel mio cammino a ritroso non posso non fare una piccola tappa alla mia trasferta toscana. Nei pressi di Montalcino sorge una vecchissima basilica romanica. Tanto per intenderci ricorda decisamente la chiesa teatro della scena finale di Lady Hawke di Richard Donner, un film che ritengo essere piacevolmente romantico e assolutamente divertente. Comunque, la basilica si trova nel centro di una vallata verde come poche, stereotipo positivo di quella Toscana che il mondo ci invidia. Ci vado spesso durante l'anno, mi aiuta a rifiatare e fare un paio di conti. Basta una tenda e un pochino di pazienza. Tre giorni davvero utili, cascati giusto dopo il concerto degli Isis al latte+. Qui è d'obbligo aprire una parentesi. Ho apprezzato il commento della mia bionda insegnante de espaniol ed effettivamente di cose da dire ce ne sono. La prima è che ho paura che le cose belle durino poco: è già da tempo che l'ambiente è un pochino cambiato e non solo a causa di quelli che Bribri ama chiamare amabilmente i Parrucconi (emo...). Vedere i buttafuori scalciare e pestare con gusto non mi rende dell'umore adatto. La seconda è che ovviamente chi non ha cervello si attacca irrimediabilmente a chi ha idee. La nomea del latte+ ha svalicato il confine tracciato e, da locale alternative, mi sembra si stia trasformando in qualcosa di decisamente più modaiolo. Speriamo di no, ho diversi bei ricordi legati a questo maledetto posto. Ricordi legati anche a tanta buona musica. La compilation mania mi ha travolto e dopo avermi sedotto eccomi abbandonato. Il frutto di tanta follia è una serie di 62 pezzi abilmente assemblati a regola d'arte, in odore di pubblicazione.


La seconda canzone che consiglio oggi è Satellite dei Guster. L'album giaceva nel mio hard disk da mesi. Ieri, senza motivo, l'ho resuscitato con sommo piacere. Ascoltare e commentare. Tra poco terminerà il mio periodo di riposo dopo l'operazione al polso. Il dottore è fiducioso e la ripresa sembra buona. Ovviamente sono ancora in alto mare per quanto riguarda rimborsi e assicurazioni. Il ritorno al lavoro però è segnato per fine maggio. Ho avuto tempo quindi di vedere IRON MAN, SAW 4 e IL TRENO PER DARJEELING. Poche parole su di ognuno. Iron man, mea culpa, me lo aspettavo come una gran bufala. Sono stato piacevolmente smentito da un film divertente e intrigante, con un ottimo Robert Downey Jr. e una sceneggiatura ad hoc. Non mi sembra il caso di sprecarsi in paragoni con Batman e i vari Spider Man e X-Men (di cui per entrambe le saghe considero validi solo i primi due capitoli), però si difende davvero bene. Vero Anna? Voto 2,5 su 5. Saw 4 è una minchiata noiosa. Visto da solo poi è ancora peggio. Peccato perchè l'inizio prometteva bene. Bisogna comunque fare i conti con la presenza di uno dei peggiori registi in circolazione, il benemerito Darrenn Lynn Bousman. Mi sono annoiato a morte... voto 1,5 su 5.
Per quanto riguarda invece Darjeeling il discorso è più complesso. Il film è puro Anderson garantito al 100%. Fila liscio e delicato come sempre, lesinando però sulla componente ironica per fare spazio ad una riflessione sui generis riguardante il senso dell'amicizia e il tema del viaggio mistico in India. I film di Anderson poi sono da vedere e rivedere, perchè ricchissimi di dettagli e non-senso, cosa che li rende assolutamente preziosi e unici. Io poi lo ritengo uno dei miei registi preferiti e quindi... cosa volete.. lo amo così com'è. Ottima come sempre la colonna sonora.Voto 4 su 5. Ecco allora il consiglio cinematografico. ALLA SCOPERTA DI CHARLIE, in uscita il 16 maggio. Un grandissimo Michael Douglas per una storia che non ha niente da invidiare a Juno e Little Miss Sunshine. E' un cavallo vincente, quello dell'ultim'ora. Trust me.


Il terzo pezzo che consiglio oggi è decisamente cinematografico, in senso vintage amarcordiano. Sentendo per caso More than a Feeling su Mtv ho capito che i Boston avevano carpito l'essenza degli anni '80, condensandola in poche parole. Da ascoltare immaginando di essere in quei film color pastello che adesso non di fanno più. Irresistibili.
Di palo in frasca. Domani sera dEUS ai Magazzini Generali. Due volte in 3 giorni... chissà come mai. Di palo in frasca. Oggi Berlusconi ha svelato la composizione del governo che si occuperà, obiettivo primario, della decomposizione del nostro paese. Nel frattempo mi sono iscritto a tutti gli esami che mi rimangono sul groppone. Che sia la volta buona? Quanto vorrei prendere e partire. Intanto vedrò di continuare a camminare per una Brescia deserta, e un paio di auricolari ben fermi nella mia testa, sperando di trovare sempre il tempo di fare quello che mi va di fare e stare con chi mi va di stare, senza dover guardare tristemente l'orologio.
Ora ne sapete più voi di me che io di me.

MARCo

domenica 4 maggio 2008

ENTERTAINMENT

Ci sono settemila cose che ho da dire e non trovo un secondo per farlo. La testa impegnata occupa anche il resto del mio corpo evidentemente. Mi sento un pò in colpa per aver trascurato il blog. C'è da parlare della trasferta toscana, di musica nuova e imminente e di film che ho visto, ma non avrei voluto e di altri che non ho ancora visto, ma voglio vedere. Di una serata a teatro con un clown che non fa ridere e della neve sparata per caso. Domani spero che l'ospedale mi dia buone nuove sul mio polso, mentre l'esame di spagnolo è fissato per il giorno prima del mio compleanno, il giorno del concerto di Nick Cave. Insomma... c'è da fare mente locale. Ieri però è uscito il trailer B del film del 23. Trailer B non sta per trailer Batman, ma è ovviamente l'argomento in questione. Onorando il titolo del mio blog lo embeddo di seguito, per strappare un sorriso e una promessa di visione. Che la vostra sia buonissima. Vado e torno.

MARCo

giovedì 24 aprile 2008

ISIS

Chiedo scusa. Devo essere veloce e succinto. Purtoppo è molto tardi e ho molto poco tempo. Sono appena ritornato dal concerto degli ISIS, tenuto nelllo stipatissimo Latte più, veramente gremito e infervorato. Bel concerto, anticipato da un gruppo ottimo, i JACKOB e uno un pò meno ottimo. Per un qualche errore di comprendonio me ne sono andato con il cd del gruppo meno ottimo, però firmato da un membro del gruppo ottimo. Lascio immaginare la figura di cacca. Per quanto riguarda gli ISIS, gran bel set di un'oretta e mezza, molto intenso e decisamente aggressivo. Mal di orecchie e molto caldo. Anche per loro vale la regola del cd autografato, stavolta con successo. Ho goduto nel vedere il latte più così pieno di gente e così variegato. pochissime i visi noti e tanti gli ospiti da fuori porta. Che sia la volta buona per uno sfruttamento concertistico maggiore? Speriamo. Detto questo concludo il post più rapido della storia rimandandovi al myspace di Rockol dove, come da programma, è stata pubblicata la mia recensione degli Arcadia. Cliccando sul link nella sezione "Dallo Spazio" arriverete direttamente alla pagina di Rockol. Buona lettura. Per il resto buon 25 aprile, per chi resta e si gode la vita e per chi parte e ne cerca un'altra più o meno lontano.
Come canzone del giorno potrei indicare un pezzo qualunque del repertorio di chiunque. Non so perchè. Ascoltatevi quello che vi pare. A presto, con un post più sostanzioso...


MARCo